CAPELLI IN AUTUNNO: LI STAI PERDENDO O SI STANNO SPEZZANDO?

Ecco come distinguere la caduta stagionale dalla rottura dei capelli

Arriva l’autunno e, quasi puntualmente, iniziamo a notare più capelli del solito.

Li troviamo nella spazzola, sul cuscino, sui vestiti oppure tra le mani durante lo shampoo. E il pensiero è immediato:

“Sto perdendo troppi capelli.”

Ma siamo sicuri che si tratti sempre di caduta?

Quello che spesso chiamiamo genericamente “perdita di capelli” può nascondere in realtà due fenomeni molto diversi: la caduta dalla radice e la rottura del capello lungo il fusto.

Visivamente possono sembrare simili perché, in entrambi i casi, troviamo dei capelli che non fanno più parte della nostra chioma. Ma le cause, i segnali e soprattutto il modo in cui dovremmo prendercene cura cambiano completamente.

Per questo, prima di acquistare un prodotto anticaduta o iniziare un nuovo trattamento, vale la pena fermarsi e osservare meglio ciò che sta accadendo.

La prima domanda da farsi non dovrebbe essere:

“Come posso fermare la caduta?”

Ma:

“I miei capelli stanno cadendo o si stanno spezzando?”

Perché in autunno sembra che perdiamo più capelli?

Partiamo dalla caduta.

Il capello non cresce continuamente per tutta la vita. Ogni follicolo segue un proprio ciclo composto da diverse fasi: una fase di crescita, una fase di transizione e una fase di riposo che precede la caduta.

Perdere capelli, quindi, è un fenomeno fisiologico.

Durante alcuni periodi dell’anno, però, possiamo notare una maggiore presenza di capelli nella spazzola o durante il lavaggio. In particolare, tra la fine dell’estate e l’autunno si parla frequentemente di caduta stagionale.

Questo non significa che qualsiasi aumento della caduta debba essere considerato automaticamente normale o stagionale. Intensità, durata e presenza di eventuali diradamenti sono aspetti da tenere in considerazione.

Ma prima ancora di preoccuparci, possiamo iniziare da un gesto molto semplice: guardare il capello che abbiamo trovato.

Come riconoscere un capello caduto dalla radice?

Quando un capello conclude naturalmente il proprio ciclo e si stacca, generalmente lo troviamo intero.

Se abbiamo capelli lunghi, quindi, anche il capello caduto avrà più o meno la stessa lunghezza della nostra chioma.

Osservando attentamente una delle estremità potremmo inoltre vedere un piccolo ispessimento chiaro, comunemente indicato come bulbo telogen.

Questo dettaglio genera spesso preoccupazione perché può sembrare che il capello sia stato “strappato con tutta la radice”.

In realtà non è così.

Il follicolo pilifero rimane all’interno della cute. Quello che vediamo all’estremità del capello non significa quindi che da quel punto non potrà più crescere un nuovo capello.

È semplicemente uno degli elementi che può aiutarci a distinguere un capello caduto naturalmente da uno spezzato.

Quando invece il capello si spezza

La rottura è completamente diversa.

Il capello non si stacca dalla cute, ma si rompe in un punto della sua lunghezza.

Immaginiamo un filo che, diventando progressivamente più fragile, a un certo punto cede. Una parte rimane attaccata alla testa mentre l’altra finisce sulla spazzola, sui vestiti o nel lavandino.

In questo caso ciò che troviamo tende a essere più corto rispetto alla lunghezza complessiva dei nostri capelli.

Possiamo inoltre osservare capelli di tante lunghezze differenti e senza il tipico ispessimento presente all’estremità di un capello che ha completato il proprio ciclo.

Guardando la chioma allo specchio potremmo anche notare tanti piccoli capelli che sporgono dalle lunghezze.

Attenzione, però: non tutti i capelli corti sono necessariamente spezzati.

Potrebbero esserci anche capelli nuovi in fase di crescita. Per questo non basta osservare un singolo elemento per arrivare a una conclusione: è sempre necessario valutare la chioma nel suo complesso.

Perché un capello può diventare fragile e spezzarsi?

Qui dobbiamo spostare l’attenzione dalla cute alla fibra capillare.

Il capello può essere sottoposto quotidianamente a numerose sollecitazioni.

Schiariture e altri servizi chimici, utilizzo frequente di strumenti ad alte temperature, esposizione solare, sfregamento e alcune abitudini di styling possono contribuire, soprattutto quando si sommano nel tempo, a rendere le lunghezze più sensibilizzate.

Pensiamo anche a gesti apparentemente innocui.

Pettinare energicamente i capelli quando sono molto bagnati e vulnerabili, utilizzare continuamente elastici molto stretti, strofinarli con forza nell’asciugamano oppure passare ripetutamente la piastra ad alte temperature può aumentare lo stress meccanico e termico sulla fibra.

Questo non significa che dobbiamo rinunciare al colore, alla piega o agli strumenti di styling.

Significa che dobbiamo imparare a utilizzarli rispettando maggiormente la condizione dei nostri capelli.

Perché caduta e rottura si confondono facilmente dopo l’estate?

C’è un motivo per cui questa distinzione diventa particolarmente interessante proprio tra settembre e autunno.

Pensiamo a tutto quello che hanno vissuto i nostri capelli durante i mesi precedenti.

Sole, mare, salsedine, piscina, cloro, vento, lavaggi più frequenti e lunghe giornate trascorse all’aperto possono aver lasciato le lunghezze più secche o sensibilizzate.

Arriviamo quindi all’autunno con due possibili fenomeni che possono anche sovrapporsi.

Da una parte possiamo osservare un aumento stagionale della caduta.

Dall’altra possiamo avere lunghezze che, dopo l’estate, risultano più vulnerabili alla rottura.

Ed è proprio qui che nasce la confusione.

Vediamo molti capelli nella spazzola e li mettiamo tutti nella stessa categoria.

Ma potrebbero non avere tutti la stessa storia.

Alcuni possono essersi staccati dalla radice.

Altri possono essersi spezzati.

E proprio perché il problema è diverso, anche la risposta dovrebbe esserlo.

Il piccolo test visivo: cosa guardare quando trovi un capello

Senza trasformare il bagno di casa in un laboratorio, possiamo iniziare a prestare attenzione ad alcuni dettagli.

Prendiamo uno dei capelli che troviamo nella spazzola.

È lungo quasi quanto la nostra chioma? Presenta un piccolo ispessimento chiaro a una delle estremità?

Potrebbe trattarsi di un capello che si è staccato dalla radice.

È invece molto più corto rispetto agli altri? Non presenta l’ispessimento? Troviamo tanti frammenti di lunghezze diverse?

In questo caso potrebbe esserci una componente di rottura.

Questo semplice controllo non rappresenta una diagnosi, ma può aiutarci a diventare più consapevoli di quello che vediamo.

Ed è già un ottimo punto di partenza.

Se il capello cade, guardiamo la cute

Una volta compresa la differenza, cambia completamente anche il modo di prenderci cura dei capelli.

Se osserviamo soprattutto capelli che si staccano dalla radice, l’attenzione si sposta verso il cuoio capelluto e il suo equilibrio.

La cute è l’ambiente in cui si trovano i follicoli e merita la stessa attenzione che dedichiamo alle lunghezze.

Una corretta detersione, prodotti scelti in base alla tipologia di cuoio capelluto e una routine non aggressiva possono contribuire al suo benessere.

Da Nardi Hair Fashion questo è un principio importante: non trattare automaticamente tutte le cuti nello stesso modo.

Una cute che tende a produrre molto sebo non ha necessariamente le stesse necessità di una cute secca, sensibile o facilmente irritabile.

Ecco perché osservare prima di scegliere il trattamento è fondamentale.

Soprattutto durante il periodo della caduta stagionale, l’obiettivo non dovrebbe essere promettere di “bloccare” un processo fisiologico.

Possiamo invece prenderci cura della cute e creare le migliori condizioni cosmetiche possibili per il benessere del capello.

Se il capello si spezza, guardiamo le lunghezze

Quando il problema principale è la rottura, dobbiamo cambiare completamente prospettiva.

In questo caso non dobbiamo concentrarci sulla radice, ma sulla qualità della fibra capillare.

Potrebbe essere necessario introdurre trattamenti riparatori o rinforzanti, aumentare la protezione durante l’asciugatura, utilizzare prodotti leave-in adatti e modificare alcune abitudini quotidiane.

Anche il modo in cui districhiamo i capelli può fare la differenza.

Quando sono molto annodati, è preferibile procedere con delicatezza, lavorando progressivamente sulle lunghezze anziché tirare con forza dalla radice alle punte.

La termoprotezione diventa particolarmente importante se utilizziamo frequentemente phon, piastra o ferro.

E quando le punte sono ormai fortemente compromesse, anche un taglio può essere parte del percorso.

Non necessariamente un cambiamento drastico.

A volte eliminare pochi centimetri danneggiati permette di restituire alla chioma un aspetto immediatamente più compatto e ordinato.

Attenzione: idratare e riparare non significano necessariamente la stessa cosa

Questo è un altro errore molto comune.

Quando vediamo capelli secchi, fragili o difficili da pettinare tendiamo a pensare:

“Ho bisogno di una maschera molto nutriente.”

Potrebbe essere vero, ma non sempre è sufficiente.

Un capello disidratato e un capello strutturalmente sensibilizzato possono presentare alcuni segnali simili, pur avendo esigenze differenti.

Per questo una buona hair routine non dovrebbe essere costruita semplicemente accumulando shampoo, maschere, oli e sieri.

Dovrebbe partire dalla domanda:

“Di cosa hanno bisogno oggi i miei capelli?”

Perché anche la stessa persona può avere esigenze diverse durante l’anno.

Le abitudini quotidiane che possono aiutare a proteggere le lunghezze

Prendersi cura dei capelli non significa necessariamente trascorrere ore in bagno.

Spesso sono i gesti più semplici, ripetuti nel tempo, a fare la differenza.

Una detersione adatta, un trattamento scelto in base alle esigenze reali, una spazzolatura delicata, l’utilizzo del termoprotettore e temperature non eccessive durante lo styling sono già un buon punto di partenza.

Vale la pena prestare attenzione anche allo sfregamento.

Capelli continuamente strofinati con asciugamani ruvidi, schiacciati sotto borse e tracolle o raccolti molto stretti nello stesso punto possono essere sottoposti a stress meccanico.

Non dobbiamo diventare ossessionate dai nostri capelli.

Dobbiamo semplicemente trattarli con un po’ più di consapevolezza.

Quando la caduta merita un approfondimento

Parlare di caduta stagionale non significa minimizzare qualsiasi perdita di capelli.

Ci sono situazioni in cui è importante andare oltre il consiglio cosmetico.

Se la caduta appare improvvisamente molto abbondante, continua per un periodo prolungato, compare un diradamento evidente oppure sono presenti alterazioni della cute, è opportuno rivolgersi a un medico o dermatologo.

Le cause della caduta possono essere molte e non tutte riguardano la cosmetica o la stagionalità.

Il parrucchiere può osservare la condizione estetica di cute e capelli, aiutare a riconoscere segnali di fragilità e consigliare una routine cosmetica più adatta.

Quando però la situazione richiede una valutazione sanitaria, è importante affidarsi allo specialista corretto.

Cute o lunghezze? La differenza ci dice da dove partire

Alla fine, tutto torna a questa distinzione.

Se il capello cade dalla radice, guardiamo soprattutto la cute.

Se il capello si spezza, guardiamo soprattutto le lunghezze.

Può sembrare una differenza banale, ma cambia completamente il nostro approccio.

Perché utilizzare esclusivamente prodotti rinforzanti sulle lunghezze non risponde necessariamente a una problematica che parte dalla cute.

Allo stesso modo, concentrarsi esclusivamente su prodotti per il cuoio capelluto non risolverà una fibra fortemente sensibilizzata che continua a spezzarsi.

E in alcuni casi potremmo avere bisogno di lavorare su entrambe.

La personalizzazione nasce proprio da qui.

Il nostro consiglio per questo autunno è quindi molto semplice.

Se inizi a trovare più capelli nella spazzola, non partire immediatamente dal prodotto.

Parti dall’osservazione.

Guarda i capelli che trovi.

Osserva le lunghezze.

Chiediti come sono cambiate dopo l’estate.

Pensa ai trattamenti effettuati negli ultimi mesi e alle tue abitudini quotidiane.

E osserva anche la cute.

Solo dopo possiamo capire quale direzione abbia realmente senso prendere.

Perché i capelli non hanno tutti le stesse esigenze e, soprattutto, caduta e rottura non sono la stessa cosa.

Da Nardi Hair Fashion partiamo dai tuoi capelli

Il nostro lavoro non è semplicemente consigliarti un prodotto perché “in autunno cadono i capelli”.

Preferiamo partire da ciò che vediamo.

Da Nardi Hair Fashion possiamo osservare insieme cute, lunghezze e condizione generale della fibra, per capire quali attenzioni cosmetiche possano essere più indicate e costruire una hair routine coerente con le esigenze dei tuoi capelli.

Perché a volte abbiamo bisogno di concentrarci sull’equilibrio della cute.

Altre volte sulla resistenza delle lunghezze.

Altre ancora su entrambe.

Stai trovando più capelli del solito nella spazzola e non sai se si tratta di caduta o rottura? Prenota il tuo appuntamento da Nardi Hair Fashion e partiamo dall’osservazione dei tuoi capelli.

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